E dunque sarei partito per Istanbul l’indomani.
Bazaar, ponti, moschee, ma sempre te, dentro.
E dunque sarei partito per Istanbul l’indomani.
Bazaar, ponti, moschee, ma sempre te, dentro.
Mi disse che al suo funerale avrebbe voluto solo gladioli rossi e cactus. Nessuna cerimonia formale. Avrebbe voluto un giorno dove la gente è chiamata a divertirsi e a sorridere – a sorridere perche è vissuto, non perchè è scomparso. Un viso, un sorriso, mille ricordi, mille esperienze adesso sempre più in rotta verso l’ignoto, verso il buio.
- Sì, è gente speciale, progressista.
-”E quel pomeriggio ci recammo in quel luogo meraviglioso, ad assaporare l’aria ancora poco primaverile di Febbraio, a goderci il tramonto.”
-”Vi siete andati a godere il tramonto allora? L’orgasmo, l’apice della giornata, quei pochi momenti in cui siamo vicini al sole come non mai. L’unico motivo per cui vale la pena subirsi l’oscurità della notte”.
-”Sì, siamo andati a distogliere le nostre attenzioni dalla merda che è divenuta questa vita”.
Ogni volta che il sole è chiamato ad abbandonare il palco, è come se soffocasse, se si divulgasse in un contorto e sofferto tentativo di trovare un fantomatico appoggio, per restare lassù, al centro di tutto.
Seduto ai bordi di un molo sperduto, a picco su un lago altrettanto poco rinomato, mi tornasti prepotente(mente) in mente. Tra tutte quelle risate, tutti quegli sguardi al limite dell’erotico e chi più ne ha, più ne metta, mi son chiesto se ciò che provavamo fosse stato un qualcosa sempre nei limiti dell’amichevole, o magari qualcosa di più profondo. Sai, un qualcosa al limite del percepibile, qualcosa che ti faccia sognare, galleggiare; proprio come farebbe un groove live, improvvisato dai Pink Floyd. Qualcosa che ti illuda, dandoti speranze per un futuro migliore, ma che solo alla fine si rivelerà in qualcosa di concreto, oppure in cenere.
Sembravi.interessata.più.alla.marca.dei.suoi.pantaloni.che.
a.ciò.che.voleva.farti.capire.