Quelle canzoni che non sono magnifiche solo per il proprio ritmo o testo, ma per quello che ricordano e simboleggiano.
So, so you think you can tell Heaven from Hell,
blue skies from pain.
Can you tell a green field from a cold steel rail?
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Mi chiese quasi sussurando: “chi sei tu?”
A smile from a veil?
Do you think you can tell?
And did they get you to trade your heroes for ghosts?
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Quello che comincia bene ma finisce male, quello che non riesce a portare a termine nulla, quello che vive nei pressi di una fredda rotaia di acciaio, nei bordi della perferia dei cuori altrui.
Hot ashes for trees?
Hot air for a cool breeze?
Cold comfort for change?
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Sai, io ogni notte sento quel treno che mi passa accanto a tutta velocità ma non si ferma mai. Vorrei salirci a bordo, ma la stazione è troppo lontana, non la raggiungerò mai, non ce la posso fare. Eppure vorrei che un giorno frenasse in anticipo e mi facesse salire, come favore personale.
Running over the same old ground.
What have we found? The same old fears.
Wish you were here.
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Mi disse: “La prossima volta che senti quel treno sta nei paraggi, tu correrai con tutta la forza che hai nelle gambe e ti aggrapperai su quel treno, costi quel che costi. Devi prenderla dalle corna la vita, sennò sarà proprio essa ad incornarti, nonchè lasciarti a piedi.
