Archivio per la categoria ‘musica’

Cogitando, mi tornasti in mente

Febbraio 3, 2008

Seduto ai bordi di un molo sperduto, a picco su un lago altrettanto poco rinomato, mi tornasti prepotente(mente) in mente. Tra tutte quelle risate, tutti quegli sguardi al limite dell’erotico e chi più ne ha, più ne metta, mi son chiesto se ciò che provavamo fosse stato un qualcosa sempre nei limiti dell’amichevole, o magari qualcosa di più profondo. Sai, un qualcosa al limite del percepibile, qualcosa che ti faccia sognare, galleggiare; proprio come farebbe un groove live, improvvisato dai Pink Floyd. Qualcosa che ti illuda, dandoti speranze per un futuro migliore, ma che solo alla fine si rivelerà in qualcosa di concreto, oppure in cenere.

 

 

Sembravi.interessata.più.alla.marca.dei.suoi.pantaloni.che.

a.ciò.che.voleva.farti.capire.

Basseggiante

Novembre 17, 2007

Nel tuo nero splendente io mi specchio, e nel percuoterti io rinasco.

E’ impossibile non ringraziarti per tutto quello che mi trasmetti, mio caro Ibanez da poco più di trecento euri. I tuoi echi perforano soavemente i miei timpani. Tu così completo, io così novello nell’intricata arte del maneggiarti.

 Le note lentamente si liberarono per espandersi nel resto della casa.

Comfortably Numb

Novembre 2, 2007

Sonnolenza, sotto antibiotici ne hai molta. Un incubo pervade arrogantamente il mio sonno. Mi sveglio, provo a muovermi, provo a parlare, provo a scalciare – nulla. Un fischio supersonico incombe nelle mie orecchie – sto morendo, son sicuro. Finalmente mi risveglio, ma c’è la sensazione che le cose non siano più come prima.

Che strano pensare di guardare la morte in faccia. Di sentirsi nulli, impotenti sul proprio corpo. Quanti rimpianti, quante scuse, quante imprese da compiere prima di andarsense definitivamente. Francesco non deve morire.

I have become comfortably numb

Missing you

Ottobre 28, 2007

“…perchè è difficile trovare qualcosa che non sia una stella che al mattino se ne vada. E’ difficile ambire a qualcosa senza dover sgobbare e disperare.

Ma se sei nato, se vivi, allora non te la devi prendere. Se continui a farlo non sarai altro che un piagnone, dato che colla vita si stipula un contratto. Cazzo, è semplice capire che la vita è dura! Ma non lo vedi il mare? Tutta quell’acqua, ma tu non puoi berla! E non ti sto parlando di una cosa qualunque, io parlo dell’immensità del mare. Paradossale vivere, eh?”

…Wish you were here

Nel sole e nel vento…

Ottobre 24, 2007

 

 

Mio padre disse: “Ragazzo mio, se vuoi andare…Addio.

Mia madre disse: “Bambino mio, ti guiderà Iddio.

 

 

 

 

Così iniziava una celebre canzone di Battisti. E’ così la vita. Vivi i tuoi primi anni all’insegna dell’irrazionalità e della gioia inapprezzabile; cresci, appena appaiono i primi brufoli e i primi peli, senti l’impulso naturale di staccarti dal guscio familiare; litighi, urli a quelle colonne di sagezza che sono i tuoi genitori, finchè finalmente ti lasciano andare.

Pensi che sarà tutta un’altra cosa quando avrai la tua casa e le tue comodità, ma perchè non essere onesti? Non sempre è così. C’è il mammone che resta fino ai trentadue anni, non per ideale ma per $$$$, poi c’è il mantenuto nullafacente, il mantenuto nullafacente a distanza, il finto studente mantenuto nullafacente. Ci sono i raccomandati, ci sono i rintronati civili, e poi là, in fondo alla piramide sociale, ci sono IO, che osservo, curioso.

 

 Sempre.

Nel sole, nel vento, nel sorriso e nel pianto

Jukefriend

Ottobre 13, 2007

Di certo quel pomeriggio non è che fossi di ottimo umore – vari fattori mi spingevano a comportarmi così scorbuticamente ed essere così arrogante. Eravamo tre o quattro, tutti stremati e con voglia poca di comunicare. L’idea che stesse per praticare un brano al pianoforte, inizialmente mi irritò lievemente – ma quando il silenzio finalmente si mutò in melodie armoniose e paradisiache allora tutto cambiò. Ogni nota invitava la prossima a prendere il suo posto, sembrava come se ognnuna di esse fosse un motivo in più per gioire e sorridere. Non me l’aspettavo un talento così nascosto e poco sfruttato da parte del mio amico.

Onestamente pensavo fosse più un tipo che ascolta i Black Sabbath o i Pearl Jam col musicassette di una vecchia Skoda grigia, e che lascia spazio alla spazzatura di accumularsi nella sua macchina, nella sua abitazione ma anche nella sua vita.

No.

Here Comes The Sun

Ottobre 8, 2007

Passò pure Settembre, e non ebbi nemmeno il tempo di salutarlo come si deve. Arrivò ottobre e portò la stagione più equilibrata al mondo. Mi ricordo di ore piccole, e sveglie sempre più ingiuste e drastiche. Mi ricordo di mattine fredde ma promettenti. Mi ricordo di essermi svegliato con una dolce e originale nenìa. Here Comes the Sun tu tu tu….Mi disse di non tornare mai indietro, per nessun motivo – nemmeno per prendere la rincorsa.

E tutto tornò bello e splendente come prima. Apparantemente

Breathe

Agosto 28, 2007

Avanti, fidati. Sò che non è semplice, ma ti prego di farlo. Non ti ho dato motivi per fidarti di me ma questa volta fai bene a farlo. Vieni, t’insegnerò a correre felicemente in un prato d’erba bagnata senza paura di bagnarsi, ti porterò dove il tempo non esiste e i problemi non ti perseguitano. Ti farò capire la naturalezza e la libertà che si prova nel rotolarsi sull’erba  dopo mezzanotte. Andremo a tuffarci nel lago di notte, a sentirci respirare profondamente. A sentirci vivi.

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Breathe, oh baby, Breathe.

Mother

Agosto 27, 2007

Quando molte volte mi ritrovo in difficoltà, mi basta evadere dalla realtà – anche se solo col pensiero, volo nei posti più remoti. Certe volte però ci si sente così depressi e privi di sicurezza che vorremmo che fosse la nostra madre a rassicurarci. Chi è che può darci più sicurezze della nostra madre? Di colei che ci ha messi tutti al mondo, di colei che ci ha tenuti in grembo per nove lunghi mesi. Certe volte vorrei parlarle e domandarle le domande più generiche, vorrei solamente che mi facesse sentire al sicuro.

 

Mamma, dovrei fidarmi del governo?

Parla, chi sei tu?

Agosto 10, 2007

Quelle canzoni che non sono magnifiche solo per il proprio ritmo o testo, ma per quello che ricordano e simboleggiano.

So, so you think you can tell Heaven from Hell,
blue skies from pain.
Can you tell a green field from a cold steel rail?

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Mi chiese quasi sussurando: “chi sei tu?”

A smile from a veil?
Do you think you can tell?
And did they get you to trade your heroes for ghosts?

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Quello che comincia bene ma finisce male, quello che non riesce a portare a termine nulla, quello che vive nei pressi di una fredda rotaia di acciaio, nei bordi della perferia dei cuori altrui.

Hot ashes for trees?
Hot air for a cool breeze?
Cold comfort for change?

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Sai, io ogni notte sento quel treno che mi passa accanto a tutta velocità ma non si ferma mai. Vorrei salirci a bordo, ma la stazione è troppo lontana, non la raggiungerò mai, non ce la posso fare. Eppure vorrei che un giorno frenasse in anticipo e mi facesse salire, come favore personale.

Running over the same old ground.
What have we found? The same old fears.
Wish you were here.

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Mi disse: “La prossima volta che senti quel treno sta nei paraggi, tu correrai con tutta la forza che hai nelle gambe e ti aggrapperai su quel treno, costi quel che costi. Devi prenderla dalle corna la vita, sennò sarà proprio essa ad incornarti, nonchè lasciarti a piedi.