Archivio per la categoria ‘triste’
Febbraio 18, 2008
Mi disse che al suo funerale avrebbe voluto solo gladioli rossi e cactus. Nessuna cerimonia formale. Avrebbe voluto un giorno dove la gente è chiamata a divertirsi e a sorridere – a sorridere perche è vissuto, non perchè è scomparso. Un viso, un sorriso, mille ricordi, mille esperienze adesso sempre più in rotta verso l’ignoto, verso il buio.
- Sì, è gente speciale, progressista.
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Febbraio 11, 2008
-”E quel pomeriggio ci recammo in quel luogo meraviglioso, ad assaporare l’aria ancora poco primaverile di Febbraio, a goderci il tramonto.”
-”Vi siete andati a godere il tramonto allora? L’orgasmo, l’apice della giornata, quei pochi momenti in cui siamo vicini al sole come non mai. L’unico motivo per cui vale la pena subirsi l’oscurità della notte”.
-”Sì, siamo andati a distogliere le nostre attenzioni dalla merda che è divenuta questa vita”.
Ogni volta che il sole è chiamato ad abbandonare il palco, è come se soffocasse, se si divulgasse in un contorto e sofferto tentativo di trovare un fantomatico appoggio, per restare lassù, al centro di tutto.
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Gennaio 20, 2008
“…oppure ci rifugeremo nella luce della notte”
Sappi che se mai dovessimo perderci di vista, ti sognerò nel buio del giorno, ma ti aspetterò nello splendore della notte.
Mi ricorderò del tuo sorriso, così fedele alle proprie radici, così spontaneo nel nascere e nel propagarsi sui tuoi lineamenti – di come riusciva quasi a celare il tuo dolore.
Aveva.occhi.nero.amaranto.ma.faceva.finta.di.nulla.
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Dicembre 29, 2007
*Con soggettiva si indica una tecnica di ripresa cinematografica che consente allo spettatore di calarsi nei panni di un personaggio, permettendogli di vedere le cose con i propri occhi, donandogli una visione maggiormente aderente alla realtà, nel senso che è messo nella condizione di percepire tutto quello che sente, prova e vede in quel preciso momento il personaggio sullo schermo.
***
<<Allora volevi sapere perchè non possedevo niente>> disse Phonia, tirando fuori da sotto il letto le urna dei suoi due figli. Ecco cosa mi rimane della “Macchia Umana” – il film di Coleman: un bianco cresciuto come un nero, un uomo pronto a vivere il suo ultimo amore con una donna molto propensa nell’essere posseduta. Un’animo tormentato e complessato, che afferma di non voler compatire nessuno, ma che a suo tempo desidera essere compatita, rinfacciando il suo passato oscuro e tenebroso, nonchè perseguitata dal suo ex marito pazzo e reduce dal Vietnam.
Coleman chiede ad ogni sua donna di ballare per lui per vedere il movimento sinuoso dei loro corpi, vellutati e lisci come seta, lasciandosi sempre sedurre ed ipnotizzare. Leggero e poetico, intenso ma sempre sensato, ecco degli epiteti consoni a tale pellicola – un connubio riuscito tra un cast superbo ed un’atmosfera più che mai coinvolgente.
<<Lasciati andare…vivi!>>
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Dicembre 16, 2007
Che bello ricordarti così giovane ed inesperto, così precisino, coi capelli corti e pettinati. Che brutto vederti così. Non ho parole. Devi dominare l’abitudine, o sarà lei a metterti sotto.
Si alzò leziosamente dal proprio posto. Aveva uno sguardo in bilico tra l’ironico e il frustrato. Uscì senza proferire parola.
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Novembre 16, 2007
Perchè quel grigio giorno di metà novembre sentìì un vuoto al cuore
stavo perdendo la mia fede.
Io.Te.Silenzio.
Tuttavia sappi che mi ricredo
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Ottobre 28, 2007
“…perchè è difficile trovare qualcosa che non sia una stella che al mattino se ne vada. E’ difficile ambire a qualcosa senza dover sgobbare e disperare.
Ma se sei nato, se vivi, allora non te la devi prendere. Se continui a farlo non sarai altro che un piagnone, dato che colla vita si stipula un contratto. Cazzo, è semplice capire che la vita è dura! Ma non lo vedi il mare? Tutta quell’acqua, ma tu non puoi berla! E non ti sto parlando di una cosa qualunque, io parlo dell’immensità del mare. Paradossale vivere, eh?”
…Wish you were here
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Settembre 11, 2007
C’è chi ti infastidisce, chi ti fa star male senza saperlo. C’è chi non ti permette di esprimerti al meglio, c’è chi pensa che sei un essere inferiore solo per via di un difetto. Allora, scrivo. Scrivo perchè è importante farlo, perchè talvolta è l’unico modo di potersi sfogare, di poter dire ciò che si pensa. Poi mi sveglio dopo un sonno profondissimo e tormentato, e scopro che l’estate era gia finita.
C’è chi dice che pure quest’inverno passerà
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Settembre 4, 2007
Ci sono invece quelle circostanze in cui devi essere un uomo, anche se dopo avrai bisogno di sfogarti. Ti sfogherai con tutta la forza che hai nelle braccia, nelle gambe, nelle corde vocali. Urlerai a squarciagola le peggiori bestemmie – diventerai tutto rosso in faccia e sentirai di non aver più fiato per continuare. Lo farai comunque. Ti alzerai, scaraventerai e distruggerai tutto ciò che ti ostacolerà minimanete. Ti sentirai triste ma sicuramente meglio.
Gridava singhiozzando “Non sono un animale, non sono così male alla fine, non sono un animale, non sono un animale.”

I’m the boss.
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Agosto 31, 2007
Io delle volte godo nel sapere che tu mi pensi, che mi spii e controlli, che sono sempre la cosa principale della tua vita. E talvolta il mio cuore mi spinge, insiste nel chiamarti, anche se solo a livello spirituale – mia dolce musa, dea di checchè io veda. E allora tu, sedutà là su quel divano grigio di pelle, colla sigaretta tra le tue labbra fine, perchè non ti fai raggiungere? Mi avvicino sempre di più ma il vetro che ci separa sembra sempre più spesso – alzo le mani, perdo il controllo, ma il vetro nemmeno si danneggia. Proprio come te, ferma, immobile, dall’altra parte dell’ostacolo, come un’attrice in posa. Poi dopo tanta fatica finalmente chiudo gli occhi.
Io e te seduti sul divano, uno accanto l’altra – ci fissiamo, muti. Un minuto. Una lacrima.
Apri gli occhi, il malessere è l’unico benessere di cui un uomo può benificare.
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